Monsieur Lazhar

Il giovedì è il turno di Simon: deve prendere il latte e portarlo in classe. Ma trova la porta chiusa e dal vetro vede il corpo della maestra pendere dal soffitto. E dopo di lui anche Alice vedrà questa immagine straziante.

I bambini sono colpiti e devono rielaborare il lutto, ma nessuno vuole accettare quest’incarico. Nessuno tranne Monsieur Lazhar, Bachir Lazhar.

Bachir vuol dire buona novella e Lazhar fortuna. E il maestro nel presentarsi ai bambini dice che la buona novella è per lui aver la fortua di esser li. Bachir è fuggito dall’Algeria in guerra civile, porta con sé altrettanto dolore ma a differenza dei bambini non riesce a parlarne.

Il film parla con leggerezza della morte; di questa compagna, troppo in ombra nelle società post-moderne.

Parla dei diversi modi di affrontarla: la differenza fra Simone e Alice è fortissima.

Parla della scuola, di come insegnamo. Parla del ruolo sbiadito (per i genitori, non per i bambini) del maestro. Parla della distanza incolmabile fra figli e genitori, delle ansie assurde di quest’ultimi (me compreso). E parla dell’immigrazione, dell’accettazione dell’altro così come della curiosità per l’altro.

Buona visione.

 

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