I processi decisionali

di Mauro Lombardi e Marika Macchi

In questo volume, la tecnologia rappresenta un ambito di analisi e riflessione per discutere di una delle più grandi avventure che l’essere umano si trova ad affrontare: la dinamica innovativa. Essa viene vista come sequenze innumerevoli di attività di ricerca volte a scoprire nuovi mondi, entro cui vivere e operare mediante la risoluzione dei problemi che si ergono incessantemente di fronte all’insieme degli esseri viventi. Il sentiero evolutivo della nostra conoscenza è costellato di tentativi, errori e sperimentazioni che si basano su ipotesi e suggestioni, progetti e scoperte casuali, sempre ispirati dalla necessità di avvicinare quanto più possibile lo stato attuale delle cose a ciò che invece vorremmo fosse il mondo ideale in cui vivere meglio.
Questo accade perché l’avventura umana si basa su due componenti fondamentali. Razionalità, intesa come attitudine a ordinare il mondo – altrimenti caotico – di eventi senza senso mediante ipotesi, teorie e proposizioni da sottoporre a test di convalida. Immaginazione, cioè la propensione a vedere problemi e discrasie, spazi conoscitivi ancora vuoti, da esplorare e indagare nell’incertezza più o meno totale.
Razionalità e Immaginazione si inseguono nella storia dell’umanità, dando così origine alla dinamica tecnologica e alle spinte innovative, che coniugano congetture e azzardo, successi e fallimenti, i quali si susseguono come esiti di processi decisionali al tempo stesso individuali e collettivi.
Cosa unisce i due mond
i? Perché la tecnologia è al centro della dinamica conoscitiva? Quali sono le diverse traiettorie che l’hanno definita nel tempo? Come si evolvono e si diffondono a tutt’oggi le principali innovazioni? Queste sono le domande cui cercheremo di rispondere nei primi quattro capitoli del libro, offrendo alcuni elementi che, insieme alla definizione dei modelli teorici e degli schemi interpretativi, ci aiuteranno ad analizzare le decisioni degli agenti economici (capitoli 5 e 6) e la dinamica innovativa del XXI secolo (capitoli 7 e 8).